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Buoni esempi dalle Istituzioni. Il caso di Pink Route.

Idea del progetto.

Il progetto è la scommessa delle sette donne determinate che fanno parte del Comitato dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio: Federica Bussandri, Nicoletta Corvi, Federica Melodi, Paola Rossi, Loretta Rossetti, Consuelo Sartori, Alessandra Tampellini. E’ stata una fortunata combinazione di intenti, poiché, dopo il suo insediamento, il Comitato sì è trovato d’accordo nell’unire le forze per dare degli sbocchi concreti alle donne ed ha avviato una discussione al suo interno, che già di per sé è un esempio di come le Istituzioni dovrebbero muoversi.

La scelta.
Per decidere che progetto realizzare, il CIF ha cercato di capire quali erano le necessità delle sue imprese, avviando una ricerca che si è avvalso dell’aiuto di un’esperta dell’Università. Il turismo è stato l’ambito scelto perché univa tutte le risposte alle necessità, e si è puntato su un livello qualitativo alto. A quel punto hanno cercato le aziende disponibili a entrare nel progetto. Hanno cercato piccole imprese per dare più aiuto. Hanno scelto donne motivate a partecipare con la coscienza che offrire qualità è un investimento per il loro futuro.

Le necessità emerse.
Il primo punto era la conciliazione dei tempi.
Il secondo era il dubbio di non reggere il ruolo, un problema che le donne si ponevano prima di decidere.
Il terzo era il bisogno di trovare una clientela e allargare l’utenza dei propri prodotti e servizi, a un pubblico più vasto e diversificato.
Le proposte .
Un percorso di due anni, dall’idea all’accompagnamento alla start up, all’accordo con un tour operator, al sito, alla divulgazione, alle fiere.
Poiché si trattava di persone non nate per stare insieme, si sono cercati itinerari non convenzionali, esperienziali. Gli itinerari sono stati sutidati con un esperti di comunicazione e territorio.

Il sostegno.
Una volta definito il progetto migliore, il CIF ha chiesto alla giunta della Camera di Commercio di Piacenza di sostenere il progetto, secondo un budget calcolato sulle spese di comunicazione, di consulenza, di materiali e formazione. Il progetto è stato apprezzato anche dagli assessorati locali, perchè è il primo caso di marketing territoriale a Piacenza.

Come continua.
Perché le aziende si sostengano da sole, ricevono delle conoscenze e sono incoraggiate a partecipare e prendere decisioni. La forma consigliata dal CIF è divenentare Rete di Imprese, con l’appoggio dei consulenti della Camera di Commercio, scrivendo uno statuto e un contratto, eventualmente anche cercando facilitazioni della Regione Emilia Romagna. Non solo perché la Rete di Imprese sta diventando una figura giuridica che può favorire finanziamenti pubblici, ma soprattutto perché scrivere un contratto di rete significa chiarire tra le aziende gli standard di qualità, stringere un patto di reciprocità, che fa sì che l’offerta turistica che loro propongono e le esperienze sia negative che positive cui vanno incontro, ricadano su tutte.

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