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Politiche da manuale. Un progetto rurale in Albania

Che cosa è.

Frima e Kelmend è un caso esemplare, perché per la prima volta ha coinvolto Comunità, Banche, Associazioni, Comuni, Ministeri. Lo scoprono i viaggiatori, ed è un esempio da copiare per chi lavora nel turismo.
Il Consorzio Frima e Kelmend (Spirito del Kelmend), nel nord dell'Albania, oggi è un piccolo polo che raccoglie dodici realtà produttive.

La comunità locale, coinvolta nel Progetto di Sviluppo Rurale Integrato realizzato della Ong Italiana VIS www.volint.it , con il Ministero degli Esteri italiano e la CEI, ha fondato 8 guest house. Queste ultime sono state ricreate, in un ambiente confortevole e tradizionale, secondo standard di qualità per l'accoglienza e la ristorazione. Produce e diffonde formaggio, erbe, miele, mirtilli, marmellate. Ha creato una rete di sentieri, formato guide e una rete di social network tra le guest house e i visitatori.
Il passo fondamentale è stato la creazione di un Info Point, gestito da quattro ragazze, dopo un corso di formazione realizzato dal VIS negli anni. Il Progetto è stato premiato da UN Women, che in Albania ha attivato diverse iniziative con le Rural Women.

Perché ci piace.
Le novità sono state impostate subito in modo eccezionale ed hanno avuto così tanta risonanza che già sei nuovi Comuni hanno chiesto progetti simili: <Abbiamo agito sia dal punto di vista finanziario che formativo, sull'aspetto del credito e sulla soluzione di piccoli problemi - spiega Pier Paolo Ambrosi, responsabile di Vis Albania- Abbiamo coinvolto i locali andando di villaggio in villaggio con un Manuale che spiegava come partecipare all'Iniziativa Comunitaria. Abbiamo chiesto ad una banca condizioni favorevoli al microcredito per il commercio locale, agevolando popolazioni prima escluse e investimenti individuali. Nelle decisioni erano coinvolti Associazioni, Ministeri, Comuni: tutti gli attori presenti sul territorio valutavano le proposte e poi si mettevano a disposizione i fondi con contratti in cui i richiedenti mettevano a disposizione l'80% e il resto lo metteva la comunità. Nello stesso tempo abbiamo fatto un lavoro di formazione, di marketing, di valutazione delle potenzialità della regione, di responsabilizzazione>.

La storia del progetto.
Dopo dieci anni e molti obiettivi raggiunti a Tirana, i volontari di Vis si sono resi conto che, mentre l'Albania evolveva, c'erano realtà isolate nelle campagne del nord. << I volontari sul campo hanno allora individuato un'aera a nord di Scutari, al confine con il Montenegro - racconta Domenica Bombara, cooperante del Vis - una zona affascinante ma chiusa, che viveva di economia di auto assistenza. Abbiamo usato un approccio partecipativo comunitario, non scritto su carta, ma nato da colloqui con i rappresentanti della comunità e con privati.
E' nato così un Comitato di Sviluppo Locale, formato da tutti i rappresentanti di famiglie, scuole, produttori e si chiedeva ad ognuno che cosa gli serviva. Prima cosa, è stato fatto un canale, poi dei ponti, la recinzione di una scuola, a livello privato hanno incominciato ad aggiustare le case che potevano diventare le guest house. Solo dopo un anno, si è capito che si poteva fare anche turismo. A quel punto, si è fatto un monitoraggio costante, ogni due o tre mesi, sui lavori di abbellimento delle case, che puntano allo standard internazionale.
Molto importante è stato anche spiegare come organizzare i pasti, come dividere e usare gli ingredienti, come fare un prezzo basso con poche cose buone e naturali. Nel novembre 2012 è uscito un documento di standard qualitativi di ristorazione, che le guest house del Kelmend devono acquisire per far parte della rete "Consorzio Kelmend": tutti lavoreranno con un marchio per produrre e diffondere formaggio, erbe, miele, mirtilli, marmellate>>.
Si è entrati in rete per marchi, segnaletica e altro con cooperative nelle zone vicine e con UNDP, che vuole aprire un Parco transfrontaliero della Pace tra Montenegro, Albania, Kossovo.
Il passo importante è stato creare un Info Point con la collaborazione di tutti, e andare di casa in casa, nelle scuole e nelle chiese, a cercare i giovani di entrambi i sessi, per corsi di formazione su guide turistiche (con un'associazione di Tirana), inglese, cucina, igiene. E qui entrano in gioco le ragazze di Kelmend.
Negli incontri emergeva costantemente il fatto che le donne erano segregate in casa, mentre i ragazzi abbandonavano i villaggi per altre opportunità economiche.

Drita è una di queste ragazze: come le altre, prima viveva in casa, usciva per raccogliere la salvia in campagna e pascolare le mucche ed era molto timida, non considerata dalla comunità perché non aveva studiato. La sua "riscossa" è incominciata quando ha accettato di seguire il corso di informatica, ha imparato da sola italiano e inglese. Ora coordina l'Info Point, un Consorzio con dodici linee produttive (marmellate, birra, erbe, guide turistiche, guest house) E' stata eletta Presidente del Consorzio. Ed è stata premiata con il "UN Women Award Succesfull women in rural areas" .

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