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L'argan di Zoubida

Dove: Agadir, Marocco

Chi: Abn Albaytar

Migliaia di donne delle cooperative dell argan coltivano, lavorano, commerciano
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Le strade che attraversano i villaggi dell’Argan vanno da Rabat a Agadir, dalla foresta di Messguina Imsguin alla cooperativa Taitmatine, dal villaggio di Tiout alle le cime dell Atlante del sud imbiancate di neve.
Sono gli stessi luoghi in cui si può andare con un viaggio, per visitare le donne che lavorano l’argan: una delle storie più sorprendenti di sviluppo dell’imprenditoria femminile.
Oggi, nei boschi di Mesguina risuonano i tamburi, si mangia e si canta: l’ associazione Ibn al Baytar compie 20 anni.
Per i viaggiatori, l’argan è di moda: ma solo una è la strada dell’argan originale.
Si chiama Route de Mesguina, l’hanno tracciata le tre guide che lavorano per le cooperative e stanno facendo formazione ad altre giovani, su itinerari da uno a tre giorni, con sei ore di marcia al giorno, per chi vuole completare il tour a piedi.
Nei villaggi, le donne vendono creme, olii, essenze, nelle boutiques, accolgono nell’Eco Lodge o “chez l’habitant”, cucinano e insegnano le loro tradizioni a profumatissimi turisti.

L’idea di formare delle cooperative di donne per coltivare l’argan è nata a Zoubida Charrouf.
Quando è stata fondata Amal, la prima cooperativa di produzione di olio d’argan, nella provincia di Essaouira, solo le donne vedove osavano uscire di casa, spinte dalla necessità di lavorare.
Da allora, Zoubida e le cooperative che piano piano si sono formate, hanno partecipato a Convegni dedicati all’ambietne, al patrimonio genetico, hanno stipulato convenzioni con partner nel mondo, hanno piantato mille alberi con i bambini delle scuole, hanno creato orti con Slow Food Maroc, hanno ricostruito decine di arganier (piantagione di alberi di argan), come quello di di Messguina, hanno innovato i processi produttivi agricoli.

Oggi migliaia di donne coltivano, lavorano, spediscono prodotti nel mondo, promuovono, organizzano la filiera, con un potenziale che ha permesso lo sviluppo socioeconomico della regione e l’autonomia delle donne rurali. Gli sforzi delle donne dei primi arganier, hanno consentito la valorizzazione del prodotto principale, che è arrivato al riconoscimento internazionale, come il migliore ingrediente cosmetico del pianeta, fino alle tappe dei marchi: IGP di qualità (primo in Africa), Bio, Equo .
L’intuizione si è rivelata corretta: curare e moltiplicare scientificamente le piante, ha fatto crescere un’economia con ricadute importanti, i proprietari di terreni sono incoraggiati a partecipare, tutti sono coscienti dell’importanza della resilienza delle piante di fronte ai cambiamenti climatici
L’associazione Al Baytar sta ora utilizzando il successo di Tighanimine, la cooperativa principale, per aiutare lo sviluppo delle altre cooperative e della regione. E proprio dalla foresta di Mesguina sono partite le future scommesse: impiantare nuovi alberi di argan con l’aiuto del governo, studiare l’utilizzo delle erbe autoctone e di altre colture delle antiche tradizioni contadine.


INFO
https://www.facebook.com/AssoIbnalbaytarMA/



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