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Qualcosa che non sapete su Venezia

Dove: Venezia

Chi: www.slowvenice.it

2stars Un Network per un turismo di esperienze non ordinarie con forti radici nella cultura al femminile

Scoprire Venezia adagio con brio si può, con i consigli di chi la conosce e sa fare assaporare esperienze autentiche, contaminazioni culturali e locali.

L'idea del turismo slow nella Laguna di Venezia è partita dalle professioniste di turismo sostenibile del tour operator Limosa, ed ora il Network Slow Venice conta 27 imprese. Le loro proposte sono originali e su misura, dalle giornate con il pescatore in una Valle da pesca, alla serata elegante al concerto, mentre i bambini giocano con gli animatori.

Alcune imprese di Slow Venice sono al femminile, per gestione, storia, progetti o ispirazione. E molte sono le donne che si incontrano e si raccontano. Il catalogo è questo: di isola in isola, Sabrina, Cristina, Mara,.Sonia, Valentina, Guia, Martina, e molte altre, propongono tour e tappe alle radici del territorio.
Qualche esempio?

Luana Castelli, Guida di Limosa Slow Venice, ha messo a punto il tour più curioso e colto, ispirato alla presenza delle donne, seguendo i nomi delle strade: questa è l'unica città in cui decine di calli, ponti, campi e canali hanno i nomi di illustri Studiose, Regine, Carampane, Comari, Levatrici, Donne Oneste e molte altre, nel più affascinante dei labirinti.

Uno dei modi più divertenti per aggirarsi in laguna è con il bragozzo di Cristina della Toffola, Ben sicura al timone, vi porterà a vivere, nelle diverse stagioni, gli angoli dove si rifugiano gli uccelli, le spiagge dei veneziani, le dune isolate, oltre Torcello.
Con le guide naturalistiche come Luana Castelli o Martina Raehr , il bragozzo fa sosta alle isole meno note, come Lazzaretto o San Francesco.

Oppure passa all'orto delle Vignole per una visita inaspettata a un parco-rurale, dove Guia da Camerino ha ripreso la grande coltivazione del carciofo violetto di Sant'Erasmo.

All'interno delle foci del Sile nel canale Siloncello, tra aironi e garzette si passa dalla laguna al canneto, sulla terra abitata dai romani.
Ad Altino, primo insediamento veneziano, oltre il chiostro del Museo, si nasconde il ristorante Le Vie, celebre per i risotti e i prodotti locali, dove Marisa Furlan organizza eventi, concerti, consiglia passeggiate archeologiche tra campi coltivati.

A Mira, sull'argine del Naviglio del Brenta, tra Fusina e Stra, Valentina Re, vi accoglie a Riviera del Brenta Byke, vi affitta una bicicleta e vi dà consigli sulla pedalata per voi.. Qui ci sono i 25 chilometri più ricchi del mondo di ville e parchi, oppure chiuse, ponti, sponde per i pic-nic, seguendo siti archeologici, riserve paesaggistiche, tra i tesori che la serenissimi ha lasciato sulla terra ferma.

A un passo dalla laguna, a Campagna Lupia, si fa tappa da Sonia e Mara Longhin, autorevoli animatrici dell' Azienda Agricola Alla Vaccheria, ricercatissima Fattoria Didattica, laboratorio di prodotti freschi del latte, mercatino e merende comprese..

A Canareggio, si incontrano artiste e artigiane che hanno tenuto il filo con il passato: Luisa Conventi, una delle esperte "empiraresse" (le infilatrici di perle), crea gioielli, lampade e molto altro. Ma Luisa in particolare ha continuato a valorizzare un 'arte con cui nell'800 le donne mantenevano ben 5000 famiglie. Sul sito del laboratorio Gioia, si impara tutto sull'antica arte, ma ci si può anche tenere informati sulla prossima "Festa delle Empiraresse", quando artisti e artigiane (come la decoratrice e doratrice di gondole Elisabetta Mason), si incontrano alle "pescherie" per una grande festa dell'estate.

Capisaldi di un altro mestiere storico e altrettanto celebri in laguna, sono le merlettaie di Burano, capitanate dalla quasi centenaria maestra Emma Vidal, che ancora oggi lavorano al tombolo e su cui si impara tutto al fantastico Museo del merletto.

Se poi volete dormire su un'isola tutta per voi, cenare sotto le stelle, e magari al mattino partire con il kayak mentre i bambini fanno scuola di vela, passeggiare alla spiaggia, alla Certosa quattrocentesca o al Casello delle polveri, allora dovete rivolgervi a Sabrina Piccoli, gestrice del Venice Certosa Hotel, parte del Polo Nautico Vento di Venezia, sull'isola-parco della Certosa. "Siamo in laguna e perciò diamo una chiave di lettura legata alle attività marinare, ai mestieri come la voga veneta, alla costruzione delle mascarete, alle feste e le tradizioni marinare".

Non per niente, Venezia è chiamata "la città delle donne", e per chi vuole saperne di più, c'è il libro di Tiziana Plebani, fortemente voluto. della Consulta delle Cittadine. (Storia di Venezia città delle donne, ed. Marsilio).

INFO:
slowvenice.it

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