Tremila anni di storia davanti al focolare

Dove: Kazakistan

Chi: Community Based Tourism Guest Houses Kazakhstan Tourist Association

2stars   C’è sempre una donna nei progetti più interessanti nel Turismo di Comunità

 

Nelle terre sconfinate vi può capitare di dormire in una tenda mongola o in una casetta di campagna, sempre accolti da cavalieri, greggi, un focolare e un sorriso: il Kazakistan è l’ultima scoperta dei viaggiatori curiosi per tutti i gusti, dalla meraviglia dello sci sui monti del Caucaso e del Tien Shan al mitico deserto di Magystan in tenda e a cavallo, dalle steppe del nord alle comodità cosmopolite di Almaty, alla futuribile capitale Astana, la Dubai della steppa.
Stupisce subito per la vastità degli spazi e per l'accoglienza calorosa di un popolo che in tre mila anni ha visto passare da Alessandro Magno ai Khan Turchi, dai sufi agli zar ai sovietici ai nuovi manager tecnologici dal mondo.
Poi ci si accorge che è il Il Paese più cosmopolita dell'Asia Centrale, è grande come mezza Europa e abitato solo da 18 milioni di persone, che scolarizzazione e PIL sono lievitati di sei volte in venti anni, che i nomadi di origine mongola si sono fermati nelle modernissime città per fare i mercanti e gli uomini (e le donne) d'affari, ma non hanno smesso l'orgoglio e le tradizioni delle steppe del nord, che il 63% di donne lavora e il 27% è laureata, con sei mesi di maternità pagata e poi tre anni con posto garantito. In tutto questo, il governo sta facilitando i rapporti con il resto del mondo: torna l’alfabeto latino, si inaugurano più voli, non serve più il visto. Lo sa Shaikenova Rashida Rashidovna, la direttrice dell’associazione del turismo kazaka KTA, orgogliosa di annunciare una modernizzazione del sistema turistico, compresa la creazione di 140 Family Guest House e i corsi di formazione per le donne e le famiglie. E’ l’ultima novità, lanciata dal progetto europeo di Community Based Tourism, per conoscere la vera vita dei kazaki: decine di camere in affitto nelle case private, in villaggi sperduti e rurali, si viene accolti con mille attenzioni, si cena con i migliori piatti fatti in casa e si passano le giornate tra equitazione, trekking, pesca, corsi di cucina. Tutto scrivendo o andando direttamente all’ufficio del turismo di Almaty, chiedendo i contatti con le guide coinvolte nei progetti di eco turismo di comunità e almeno un soggiorno presso le Family Guest House.

Il viaggio in Kazakistan incomincia quasi sempre da Almaty, bellissima ai piedi delle montagne, con i suoi viali alberati, i musei nelle poche romantiche residenze in legno zariste sopravissute o nei severi palazzi tardo sovietici, la folla di tutti i colori e fogge che si affretta tra i semafori super tecnologici ai mille locali, agli spettacoli dell’elegante teatro o ai negozi. Da non perdere il vivacissimo bazar di Zelyoni in Zhibek Zholi, le Terme di Arasan, le birre e gli aperitivi migliori al Barmaglo (Valiskanov street 170), la cucina locale con vista dal dodicesimo piano da The Monkey (Dostyk avenue 148). I delicati oggetti di artigianato di Aigul si comprano nell’ufficio turistico, in Abay Ave 44, dove si mangia anche benissimo al Madeni. Tutto da raggiungere a piedi dall’ elegante Hotel Dostyk in Kurmangary str. 36. Tutto su https://visitalmaty.kz/en

Da qui si parte alla ricerca dei villaggi dove la comunità vi aspetta.
In treno verso nord, per esempio, si può arrivare nel Katon Karagal National Park, dove Zarina Mastikbayeva (tel. +77026067997) ha fondato la guest house Altai Arai a nord della città di Oskemev e organizza varie atività (visiteast.kz/en/about-us/).
Oppure, da Almaty in 4x4 si parte direttamente con l’autostrada che punta su NovosibirSk, 2700 chilometri di moderna via della seta, ma il bello è passare subito sulle piste nel deserto: le mete sono i monti Altai e il parco di Altyn-Emel, culla di civiltà da 5000 anni e patrimonio Unesco, in cui incontreremo canyon, minerali coloratissimi, necropoli, rari cervi onagra. Passate le fonti calde, le dune di sabbia e il parco con i laghi, la base per visitare I parchi sono le Guest House dei villaggi di Bashy e Sati. Qui donne e uomini gestori delle Guest House ricevono un salario, vengono formati su igiene, accoglienza, menù e attività come equitazione, trekking, pesca, corsi di cucina. A Bashy, Zanna e sua sorella Tursun hanno cucinato frittelle di pane, uno stufato ricchissimo (besh kamat), i noodles con lo spezzatino (lagman), il porridge kazako chiamato Cahsa, mentre nel vicino villaggio di Karabulak Hilde fa i tappeti e ha un laghetto con le barche. In realtà, durante l’inverno sono rispettivamente direttrice del museo, veterinaria, panettiera, ma con i turisti guadagnano di più. A Saty sono coinvolte più di 300 donne, e ovunque sono le più attive. La casa di Juldyz è accogliente, ha una grande sala, i suoi figli aiutano ad apparecchiare, e il marito si affretta a riportare le pecore all’ovile, perché il suo compito è accendere un enorme caldaia a legna per la doccia e la sauna (per prrenotare, meglio il telefono +77718541674, perchè sui motori di ricerca è complicato). Lyuba Omarova, psicologa a scuola, ha attrezzato una casetta bianca nel prato in cui stanno fino a 16 ospiti, perché le interessa conoscere persone diverse, un giorno costa 5000 tenghè (12 euro), sua figlia la aiuta durante le vacanze, il figlio accompagna in passeggiate a cavallo. La sua elegante vicina, erede di una tribu importante, offre il tè su montagne di tappeti, con Lyuba munge le capre e insieme fanno formaggio, pane, marmellate di bacche, pic nic coi muli.
Da Saty si va anche ai celebri laghi Kolsay, da attraversare con le ciaspole in inverno e con un trekking in estate fino a 2000 metri. Un tour dei laghi a cavallo con la guida costa 10 euro. Notte e colazione nelle Guest house costano circa 12 euro (5000 Tenghe).
Da Almaty al villaggio di Bashi, ai parchi, alle dune, al villaggio di Sati, e ritorno è un fantastico viaggio di quasi 800 chilometi nel nulla (con le guide di Nomad Outfitters costa circa 75 euro al giorno per 5 giorni )

 

NOTA
Il Turismo di Comunità, è il turismo che dà un ruolo alla comunità locale nel decidere la programmazione e la gestione del turismo, fino a diventare componente e risultato di una strategia generale di sviluppo, come spiega Maurizio Davolio in un ampio articolo.
Spesso coinvolgendo le donne, come auspica Jeanette Scherpenzeel (Senior Program Manager al Centro per la promozione delle importazioni olandese), dopo anni di lavoro in Africa e Asia: << E’ la scelta migliore per garantire una profonda conoscenza e valorizzazione sociale e culturale. In alcuni casi diventa una forma di stabilità, incoraggia i contatti tra decine di tribù e i turisti, e soprattutto i profitti sono a beneficio di tutta la comunità, con la possibilità per le donne di diventare modello per altre>>.
Iaia Pedemonte è andata in anteprima a visitare i progetti di CBT di Comunità Europea e European Center for Eco Agro tourism ECEAT, nel progetto “Strenghtehing rural and community tourism Business Intermediary Organizations for Inclusive Economic Development in Centra Asia”, incominciato in Kyrgyzstan nel 2000 e espanso in Kazakstan e Uzbekstan fino al 2020.

INFO
Centro turismo di Almaty
Abay Ave 44
0077 727 393 5230
info@visitalmety.kz
visitalmaty.kz/en

Prenotazioni e informazioni sulle Family Guest House:
info@hospitality-kazakhstan.kz
Indirizzo: 14, Shevchenko street, Republic of Kazakhstan, Almaty, apt. 2,
Tel.: +7 727 293 84 23, + 7 727 2 93 83 80
http://hospitality-kazakhstan.kz/hkz-map.html

https://kantengri.kz/en/tours/skiing

http://www.nomadoutfitters.kz/nature-tours

Le due migliori mappe che abbiamo trovato:
http://www.nomadoutfitters.kz/nature-tours

http://hospitality-kazakhstan.kz/hkz-map.html

 

Tags: responsible tourism,, women entrepreneurs in tourism , Community Based Toruism Kazakhstan, ECEAT

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