La brochure

Tutto quello che bisogna sapere per farsi conoscere nel modo corretto Spiegato da Francesca Pompa, esperta di comunicazione con la sua agenzia www.onegroup.it

CONSIGLI PRATICI PER CREARE UNA BROCHURE
DAL CONCEPIMENTO ALLA STAMPA

Nell’uso corrente il termine viene utilizzato per indicare, oltre a  stampati di varie pagine e di vario formato, anche per depliant, pieghevoli, opuscoli ecc.

Creare ex nuovo il progetto di una brochure è un lavoro complesso sia per la ricerca delle immagini, ma soprattutto per quanto riguarda la definizione dei contenuti.

La prima cosa da fare è trovare l’idea portante che accompagnerà la lettura, armonizzerà i contenuti, caratterizzarà il risultato finale. Bisogna trovare quindi un family feeling che leghi le varie pagine e i vari elementi.

Significa quindi scegliere come presentare i prodotti o l’azienda, quali valori si vogliono trasmettere e in quale maniera richiamarli.

Bisogna convincere chi leggerà la brochure che il metodo da noi usato è il migliore, questo “best” sarà trasmesso con la grafica, le immagini, i testi e i concetti espressi.

Se acquistiamo un’auto di lusso lo facciamo per sentirci in “upper class”.

Attenzione quindi a quello che si vuole trasmettere e a non sbagliare strategia comunicativa ed eventuale target di riferimento.

Se dobbiamo pubblicizzare una vettura fuoriserie la mia brochure avrà un tono ricercato, con un occhio al fashion e al lusso ostentato. Non ci saranno foto di ragazzi con le sneakers ai piedi, ma, ad esempio,  foto di uomini e donne di successo con abito e tajer di alta sartoria, orologi importanti al polso e immagine vincente. Dobbiamo comunicare ed evocare uno stile, una sensazione capace di portare il lettore all’acquisto e il cliente che ci commissiona il lavoro ad essere soddisfatto della sua scelta e dell’investimento fatto.

La brochure è quindi il dettaglio funzionale allo scopo e che meglio descrive ciò che vogliamo raccontare.

Una brochure però non è fine a se stessa. Di solito viene inserita in un progetto di corporate identity più ampio con scelte di marketing mirate.

Nelle agenzie di comunicazione è l’account a stabilire il contatto con il cliente e di forniree  all’Art e al Copy, in modo dettagliato, il briefing, gli obiettivi da cogliere, target,  e quant’altro espresso dalla committenza.

Da qui ha origine la fase di progettazione con la ricerca della soluzione creativa che meglio interpreta le esigenze espresse dal cliente.

E’ bene documentarsi, prendere visione di quello che già è stato fatto, sia da parte del cliente che della concorrenza. Più materiale si ha disposizione maggiori stimoli si possono ricavare per prendere spunti e dare sfogo alla propria fantasia: ispirarsi, ma non copiare è il motto giusto per chi lavora in questo campo.

Applicare un buon metodo e l’altra regola.  Mai iniziare il lavoro dal computer ma dalla testa, non dalla tastiera ma dall’abilità della propria mano.

Iniziare il lavoro partendo sempre dalla progettazione su carta, fare schemi e schizzi di come si vuole procedere con la progettazione della brochure, con l’organizzazione dei contenuti. Su un foglio cominciare a segnare la struttura generale della brochure, evidenziandone la forma, il numero delle pagine e la disposizione sommaria dei testi e delle immagini. In questa fase, fondamentale per fissare le idee e impostare un format di base,  anche vecchi appunti, foglietti volanti o tracce scarabocchiate potrebbero rivelarsi molto utili. La parola d’ordine è quindi “rastrellare” tutto il materiale prodotto.

Terminata questo primo step si puo’ passare al computer, ma solo per aggiungere creatività e migliorare ciò che abbiamo già chiaro nella testa per aver preso forma nel progetto elaborato.

Alcune note sullo sviluppo dei contenuti della brochure.

Con il cliente è sempre bene chiarire se si disporrà di testi e fotografie già pronti o se invece dobbiamo pensare noi a tutto questo. Nel primo caso è consigliabile fissare dei tempi certi di consegna, selezionare attentamente le foto che ci vengono fornite, verificare la validità dei testi, non accettare materiale che possa squalificarci professionalmente.

Nel caso della seconda ipotesi, bisogna essere bravi ad organizzare il lavoro e stabilire la tempistica.

Per la realizzazione del materiale fotografico se il progetto lo permette e si è in grado di realizzarlo “in proprio” bene, altrimenti si raccomanda di far ricorso a fotografi professionisti.

Il fotografo dovrà comunque avere sempre il supporto del layout da noi precedentemente creato per evitare “scatti propositivi” che non si legano poi con l’insieme del progetto. Durante gli scatti bisogna essere presenti e guidare il servizio verso la soluzione da noi ricercata.

Ottenute le foto digitalizzate, si puo’ procedere alla cernita delle immagini migliori, ai fotoritocchi se necessari.

Le foto possiamo anche acquistarle da apposite Image Bank presenti su internet, in questo caso preventivare una spesa supplementare variabile a seconda della licenza d’uso e del Copyright.

Attenti a reperire materiale fotografico da internet perché spesso di risoluzione non idonea alla stampa.

Per i testi è bene documentarsi e cercare di ottenere più informazioni possibili dal cliente. Anche nell’elaborazione dei testi bisogna tener conto dell’idea portante e allineare a questa tutti i contenuti. E’ un lavoro che richiede creatività. rigore, capacità di sintesi e di espressione. E’ un vero mestiere quella del copy! Nelle piccole realtà non sempre si dispone di questa ricercata figura perciò il graphic designer deve essere anche un discreto scrittore.

Chi redige i testi deve scegliere con cura i vocaboli da utilizzare, valutare il peso del testo rispetto alla parte grafica e fotografica. Lo stile narrativo deve creare ambientazione, coinvolgere e favorire la comunicazione e l’esaltazione dei messaggi.

Nel caso di testi multilingue, bisogna stare molto attenti alle traduzioni affidandosi a traduttori di comprovata esperienza. Nella costruzione della brochure va deciso se affiancarli al testo in italiano, rendendo chiara la differenza fra le lingue, con font, colore o corpo. Oppure valutare se è il caso di provvedere ad una seconda stampa nella lingua richiesta anche se questo comporta, ovviamente,  un maggior costo. Inizialmente, quando i testi non sono ancora definitivi e bisogna presentare comunque un bozzetto al cliente, è possibile inserire del “finto testo”, ovvero un’insieme di parole che hanno la funzione di occupare l’ingombro destinato al testo definitivo.

L’elaborazione del progetto

Definiti i contenuti, le immagini, la strategia creativa, si passa alla fase di progettazione finale della veste grafica che ha la funzione di armonizzare tutti gli elementi e di conferire alla brochure il suo carattere, lo stile comunicativo, così detto “mood”.  Creare, in poche parole, un’atmosfera in cui si collocano i prodotti o quant’altro è oggetto dell’intervento che si sta realizzando. Dipende dal progetto e soprattutto dalla nostra creatività. Senza imbarcarsi però in idee creative impossibili, facciamo solo ciò che veramente siamo in grado di fare e soprattutto di portare a termine.

Anche il formato, il tipo di allestimento, di interventi cartotecnici, plastificazione opaca o lucida, possono dimostrarsi importante ai fini della creatività.I formati vengono spesso influenzati da decisioni economiche: quelli con “fustella” (ovvero forma particolare) sono più costosi, e quindi meno accettabili per la committenza.

Generalmente le brochure sono rettangolari o quadrate, di dimensioni che vanno dall’A4 in giù, mentre raramente superano tali formati.

La rilegatura dipende dal numero delle pagine e dal budget a disposizione: brossura, punto metallico, anelli, cordonatura, ecc… L’importante è che si leghi con il progetto che stiamo facendo.

Consideriamo sempre però che tutto ha un costo, dettagliare sempre al meglio il preventivo con le varie opzioni per facilitare la scelta del cliente ed evitare spiacevoli equivoci.

Anche la carta ha la sua importanza fondamentale nella stampa di una brochure.

Valutarne la grammatura, il colore, la sensazione al tatto.

Tutto dovrà essere concordato e approvato dal cliente.

Una volta presentato la “bozza n. 0”, si procederà per gradi con le modifiche migliorative o di maggiore allineamento delle soluzioni adottate alle richieste del cliente.

Un consiglio: salvare sempre il file sul computer con un numero progressivo di revisione, capita spesso infatti che il cliente ritorni sui propri passi e dopo le richieste di modifica scelga una versione precedente.

Ciò eviterà di rifare il lavoro una seconda volta e avere uno storico di tutte le modifiche richieste e dei passaggi evolutivi del prodotto. Questo metodo torna utile anche nel caso non ci sia un preventivo ben definito a monte, tramite i file sarà possibile ricostruire lo storico del tempo impiegato, delle versioni e le correzioni apportate.

Una volta ottenuto l’ok del cliente alla stampa, e in questo caso e buona norma far apporre la sua firma sul bozzetto definitivo, si procede con la preparazione dei definitivi di stampa il cui procedimento consiste nel creare una raccolta dati del documento (immagini, font, profili colore, impaginato) oppure creare un pdf ad alta risoluzione se questa soluzione risulta più rispondente alle proprie esigenze o quelle dello stampatore.

Ma il lavoro non finisce qui. Anche la fase della stampa deve essere seguita, al fine di tutelare il proprio lavoro. Bisogna pretendere sempre di avere in visione le prove di stampa, per una verifica finale, concordare e controllare i tempi di consegna per evitare sorprese finali.

Buon lavoro.

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