ISTO dimostra l'importanza dei dati disaggregati

Per la prima volta dopo le crisi del turismo, si raccoglie programmaticamente la voce delle donne

Il 2022 sembra diventato l’anno dell'uguaglianza di genere, almeno sulla carta: tra le 57 pagine della certificazione di parità UNI italiana, il “Tourism Transition Patway” del Parlamento Europeo che formerà l’agenda del turismo europeo del futuro 2030/2050, accennando alla parità di genere solo tre volte, ma trattando la totalità degli aspetti del turismo, le linee guida di UNWTO, sommarie ma utili perchè sollevano il tema, lanciate il 16 marzo.
L'uguaglianza di genere (o la sua mancanza) è una delle questioni più importanti e prominenti che i lavoratori devono affrontare oggi. I leader e i manager a tutti i livelli del settore pubblico, le organizzazioni umanitarie, le organizzazioni delle Nazioni Unite, il settore privato, il settore non profit, gli specialisti di genere e delle risorse umane, sono tutti coinvolti nello sviluppo di un piano d'azione concreto.

Il primo passo è sempre quello di raccogliere dati disaggregati.

ISTO lo ha fatto, con il Rapporto Gender Equality: what role are tourism organisations playing? .

La ricerca di ISTO, ideata dal gruppo di lavoro sulla parità ‘Gender Equality, Diversity Inclusion’, è stata eseguita con 50 membri di 17 paesi diversi, è iniziata nel luglio dello scorso anno ed è stata pubblicata l’8 marzo 2022.
Il dato più interessante emerso, considerando che le associazioni di ISTO hanno un alto livello di sensibilità ed attenzione etiche, è che al di là della parità dei numeri, esistono stereotipi e modalità che sentiamo tutti il bisogno di chiarire. Per esempio: che le donne chiedono che la loro voce sia più ascoltata e sia uomini che donne vorrebbero una formazione sul significato e la realizzazione della parità e dell’inclusione.

Come ha spiegato Alexia Lacombe, autrice del Report: ‘I primi risultati sono arrivati da 13 interviste svolte riguardanti la parità di genere, in cui si analizzava se le donne avessero le stesse opportunità, gli stessi diritti, la stessa paga e lo stesso spazio decisionale degli uomini all’interno dell’organizzazione. Durante questa intervista è interessante evidenziare che 5 intervistati hanno dichiarato che quando si parla di parità di genere non bisogna per forza parlare di uomini e donne ma di individui.
Per continuare la ricerca ISTO, ha poi indagato la posizione delle donne in ruoli di importanza nelle organizzazioni e ha scoperto che 7 su 10 delle organizzazioni indagate c’era un uomo in posizione di potere e quindi le donne non erano ben rappresentare.
Per quanto riguarda gli stipendi e la parità salariale la maggior parte delle organizzazioni dichiara di aver raggiunto la parità.
Sulle politiche di parità di genere, invece, tutti gli intervistati hanno risposto che è una tematica molto interessante per la loro azienda ma solo 6 delle organizzazioni a cui è stata fatta la domanda avevano delle effettive politiche per raggiungere la parità dei generi. Nonostante ciò anche per chi non aveva delle politiche a riguardo, le riteneva utili anche non applicabili all’organizzazione in quanto non ritenevano ce ne fosse il motivo’.
Il prossimo passo del Gender Equality Diversity Inclusion Working Group di ISTO, sarà fornire gli strumenti per migliorare il lavoro all’interno e per eseguire all’esterno le stesse buone pratiche.

 

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