Alcune basi per discutere di pari opportunità nel turismo. Intervista all'esperto: Valeria Maione

E’ dimostrato come le donne riescano in quelle occupazioni che sono più vicine alla loro natura ed alle loro inclinazioni, ad esempio nella gestione di un albergo che rappresenta una sorta di “famiglia allargata”. Ce lo spiega Valeria Maione, Consigliera di parità e docente di Economia del lavoro e Statistica all’Università degli Studi di Genova. 

Valeria Maione  -autrice di Lavoro Doc., Qualità del lavoro qualità della vita, Lavori che facilitano la doppia presenza: le albergatrici, Indipendenti e creative: le artigiane- ci ha inviato un sommario delle sue conclusioni.

Se esaminiamo la condizione delle donne che lavorano negli alberghi o nei servizi del turismo, ci sono certo delle caratteristiche che le avvantaggiano: per esempio, esse si rilevano più attente ai clienti, pronte ad accontentarne le necessità ed anche i capricci.

Uno dei punti più difficili, invece, si è dimostrato l’accesso al credito, per il quale alle donne viene spesso richiesto l’avallo di un parente maschio. Per superare questa criticità servono gli aiuti delle associazioni di categoria o di gruppi spontanei che raccolgano le loro esigenze

 La formazione è particolarmente importante, occorre che ci sia una formazione di base ma occorre anche ci sia disponibilità ad aggiornarsi di continuo, in un mondo che tende a cambiare rapidamente. Alle donne “indaffarate” occorre offrire corsi brevi e molto pratici per la soluzione di problemi contingenti (aggiornamenti fiscali, gestione del personale, relazioni esterne, ecc,).  In questo può essere importante utilizzare anche la rete e fare lezioni anche attraverso computer senza tuttavia sottovalutare momenti di scambio diretto di informazioni ed esperienze

Le donne si danno da fare, spesso sono loro che “tengono” l’impresa sotto tutti i punti di vista ma risultano ancora troppo ingabbiate in logiche maschili, spesso sono subalterne e non riescono ad emergere anche se questo è un settore abbastanza favorevole: occorre che imparino a credere di più in se stesse e nelle altre donne. Occorre pure fare in modo da far emergere i talenti individuali e valorizzarli, questo è il compito della formazione ma anche dell’associazionismo. Lo scopo è insegnare a credere in quello che si fa, cercare alleati per portare avanti le proprie idee, non scoraggiarsi mai né scoraggiarsi delle difficoltà o dei fallimenti, ma anche non sottovalutare l’importanza di avere una base solida da cui partire, fatta di disponibilità finanziarie, relazionali e di conoscenze empiriche e teoriche. Tutto ciò va nel tempo tenuto vivo ed aggiornato

 In Liguria sarebbe bene riuscire a sfruttare più intensamente il territorio, favorendo un turismo che non si concentri in pochi mesi, quelli estivi, ma continui tutto l’anno. Le donne dimostrano una capacità di innovazione che può aiutare in questo senso, pensiamo a tutte le esperienze degli agriturismo, le fattorie didattiche ad esempio, che attraggono anche in periodi non di punta. Esiste una grande attenzione alla terra ed al territorio che dovrebbe essere maggiormente valorizzata, il gusto dell’incontro con altre culture e l’attenzione profonda alle esigenze dell’interlocutore. Si constatano pure casi di rivalutazione delle storie e delle tradizioni locali e modalità originali per risolvere i problemi della clientela ma anche delle lavoratrici

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