Intrecci di voci e colori

Dove: Senegal

Chi: Viaggi Solidali

Durante il viaggio si incontrano più di dieci associazioni con centinaia di donne coinvolte

Ecoturismo e scambio con le comunità locali, sono gli ingredienti di diversi itinerari, con associazioni locali come raffinate padrone di casa. Qui si viene non solo per savana, foreste di mangrovie e baobab, riserve ornitologiche e pescatori, parchi naturali tra mare e deserto, delfini, coccodrilli e tartarughe, lingue di sabbia e lagune, villaggi peul, wolof, maure, quartieri delabré in città dall’atmosfera coloniale.Ma per “fare e partecipare”: dalla raccolta del vino di palma nel villaggio di Sokone alla lavorazione degli anacardi delle donne di Ndiafe, dallo spettacolo di percussioni calebasses alla predizione del futuro con la lettura delle conchiglie, dai laboratori per la tintura dei batik a canti e danze delle etnie maure e wolof.. Tutto incominciato con il lavoro del Cisv, e continuato sotto la guida di GIE (gruppi di interesse economico) e associazioni culturali.

Qualche esempio? -In un quartiere di Louga (da non perdere il Fesfop: a fine anno giorni e notti di folklore e percussioni), l’associazione ADKSL (www.adksl.sn) è formata da molte donne: fanno corsi di cucina, vanno a fare la spesa e poi cucinano con i loro ospiti. Circa dieci donne fanno corsi di batik e colorano con erbe e tinture naturali i classici “bogolan”. Altre confezionano tovaglie, presine, abiti, sciarpe, borse. Ora si stanno attrezzando per colorare le fibre e tessere, in modo da attivare tutta la filiera, dal filo al vestito. Vendono ai turisti, ma anche alla comunità. -A Popenguine, 80 km sotto Dakar, 30 donne si occupano di sostegno alla scuola e ai bambini, ma anche di accogliere i turisti, riciclano la carta e inventano bigiotteria. Sono loro a gestire la riserva e la falesia secondo rigorosi principi di protezione ambientale, e il Campement Keur Cupam, dove si può pernottare e degustare magnifici piatti locali.

- A Sokone, si va in piroga tra le mangrovie alla riserva marina del Sine Salum, si pranza sull’isola di conchiglie e si nuota nella laguna, mentre in paese i membri di Jokko accompagnano i turisti al mercato, fanno il vino di palma, accolgono la sera a cena e a casa. E c’è anche il piccolo ristorante che le donne hanno tirato su in una via animata, puntando sul passaggio non solo dei turisti. -Nel parco di Djoudj, al confine con la Mauritania, non si può non comprare una collanina di perline colorate, naturalmente alla Boutik-bi: poi c’è tempo per passare la giornata tra migliaia di uccelli migratori, in un paradiso naturale patrimonio dell’Unesco e pernottare presso il campement Le Njagabaar (www.djoudjvillages.sn)

- A Mbour, le donne organizzano il laboratorio di tintura batik, e pranzo a base di cous cous, si passa la serata con danze e musiche, -Più a nord, nel villaggio di pescatori tra dune e oceano, è appena stata inaugurata la Casa Meissa ( www.casameissa.com) , per mangiare e dormire a Lompoul, sostenendo le iniziative del GIE locale e dell’associazione di migranti ACTU

INFO:

www.viaggisolidali.it

www.adksl.sn

www.casameissa.com

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