Nelle terre confiscate alle mafie

Dove: Sicilia

Chi: Il gusto di viaggiare

Giovani, uomini e donne lavorano nella rete di Libera

Scoprire la Sicilia con gli abitanti è un viaggio con un valore in più. Non per niente le guide che portano tra vigneti e monumenti, ci tengono a far sapere per prima cosa che la loro cooperativa, come tutte le associazioni nate dal primo nucleo dell’associazione Libera sono state importanti per i giovani disoccupati, tra cui tante donne in difficoltà. Libera ha una storia importante: da quando ha promosso la legge che permette i bandi per gestire i beni confiscati alle mafie, sono nate aziende agricole, librerie, agriturismi, prodotti commercializzati con il marchio “Libera Terra” dal “Consorzio Libera Terra Mediterraneo”, che vende ormai migliaia di confezioni di vino, biscotti, pasta, marmellate, olio, da agricoltura biologica in tutto il mondo.

I prodotti provengono dalle cooperative Libera Terra della "Valle del Marro" di Gioia Tauro in Calabria, dalla "Placido Rizzotto" e dalla Cooperativa "Pio La Torre" di San Giuseppe Jato in Sicilia, dalla Cooperativa "Terre di Puglia" di Mesagne, dalla Coop "Lavoro e non solo" di Palermo e dalla Coop "Gabbiano" di Latina.Naturalmente, in una terra così ricca di beni non si poteva non pensare al turismo. Libera il g(i)usto di viaggiare è la nuova attività di turismo responsabile di Libera, nata con lo scopo di valorizzare i beni confiscati gestiti dalle cooperative sociali del progetto Libera Terra e il territorio nel quale si trovano. Anche qui molte sono le donne occupate: ad organizzare gli itinerari sono cinque ragazze, due in ufficio e tre guide, vere “mediatrici culturali” tra la loro terra e i visitatori. Come racconta Caterina, mediatrice culturale: <>.

Privati o scuole, hanno una vasta scelta. Si visita tutta la Sicilia con itinerari personalizzati, oppure si sceglie tra una quindicina di viaggi, da uno a cinque giorni: da Palermo a Castelbuono, nella provincia di Palermo, nella Sicilia Occidentale, nella valle dello Jato. Oppure, con Liberaterrapuglia si visitano il Salento o la provincia di Brindisi.

E così, tra cultura e monumenti, gusti e prodotti locali, si incontra chi lavora nei beni confiscati. Qualche esempio?

A Pietralunga il vigneto d’eccellenza Cento Passi. A Corleone si va alla rocca araba, le chiese, la cascata, ma anche al Laboratorio della Legalità, con il giornale e il Centro Documentazione, dove sono conservati i fascicoli degli atti del maxi processo di Falcone e Borsellino e dove Massimiliana e Marilena accompagnano a scoprire la vera storia di Corleone, con le foto coraggiose di Letizia Battaglia. A Palermo, in piazza della Memoria, la combattiva Giada Licalzi organizza incontri con i magistrati che hanno raccolto l’eredità di Chinnici, Falcone, Borsellino. E nella magnifica piazza Castelnuovo, davanti al teatro, il negozio confiscato è stato trasformato in un’attivissima Bottega dei Sapori e dei Saperi da Cinzia e Marina, sempre pronte a consigliare il bio-regalo da portare a casa o l’ultimo libro. Nel bosco della Ficuzza e alla Riserva dello Zingaro si fanno gite naturalistiche. A Erice, dopo aver visto Segesta e Selinunte, si va in pasticceria, a provare gli antichi e preziosi Ericini di Maria Grammatico.

E tra una tappa e l’altra, Agata e Annalisa fanno gli onori di casa agli agriturismi Portella della Ginestra e Terra di Corleone. Un casolare settecentesco, immerso nella Riserva naturale di Serre della Pizzuta con centro ippico, trasformato in meta di charme il primo. Cinque camere nelle case di pietra con vista cinque stelle e fantastiche panelle (frittelle di farina di ceci) e caponata di melanzane, il secondo.

 INFO:

 www.liberaterra.it
www.cantinacentopassi.it
www.liberaterrapuglia.it
www.ilgiustodiviaggiare.it

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