Un'accoglienza comunitaria per un esperienza siciliana

Dove: Sant' Ambrogio (Palermo)

Chi: Sicilian Experience

Un eco-villaggio e tante attività sul territorio danno nuovo lavoro agli abitanti e a 20 donne, manager del turismo, cuoche, guide, docenti

Per chi vuole vedere la Sicilia con gli occhi dei siciliani, ci sono grandi novità: corsi di cucina, di fotografia, di pittura, di scrittura, cavalcate dalle Madonie all'Etna, trekking su sentieri intatti, cene in trattoria e camere con vista per notti da sogno.

Tutto a Sant'Ambrogio, un villaggio di stradine lastricate e case di pietra colorate di bouganville, un tempo quasi abbandonato, esempio di polo di vecchie culture tornate a vivere. Ideatrice di questa rinascita è Carmelina Ricciardello, che, per amore della Sicilia, otto anni fa ha incominciato a ristrutturare le case di Sant.Ambrogio, ha coinvolto gli abitanti, ha inventato attività che portano in tutta la regione. Il risultato? Non solo i locali, tra cui giovani e donne, hanno ora un nuovo lavoro, ma molte turiste hanno apprezzato così tanto, che si sono fermate qui e sono diventate parte della comunità.

La prima collaboratrice che Carmelina ha avuto, Margherita Cortina, ora gestisce cinquanta alloggi, b+b, ville, da scegliere sul suo nuovo sito http://www.sicilyrentalandsales.com/ .
In paese, ci si gusta il tramonto con un bicchiere di vino e un piatto di pasta alle sarde, dalla terrazza del Bacchus, il ristorante di Mimmo Zito, cuoco e vignaiolo, in cui hanno trovato lavoro anche i suoi figli, mentre la signora Maria, custode di antiche ricette, cuoce il pane nel forno a legna. E gli otto giorni di vacanza più gustosi, sono certamente quelli passati con loro a cucinare, fare il pane, visitare mercati e angoli storici.

Per gli aspiranti scrittori in vacanza qui, la fonte di ispirazione sono le vetrate del Duomo di Cefalù, le rovine greche di Halaesa, i boschi di Castelbuono, i vigneti dell'Abazia di Sant'Anastasia. In otto giorni di corso, Gail Simmons, affermata travel writer e giornalista, insegna come creare il senso di un luogo, come raccontare il cibo, come strutturare un diario di viaggio.

Un'altra donna e un'altra esperienza per il corso di fotografia: questa volta, con la guida di Jaqueline Tune, fotografa e docente all'Istituto d'Arte di Siena, si fa un viaggio nei dettagli e nei colori, tra reti al sole e terre di pastori, rovine e bancarelle dei mercati, coniugando luce, creatività e tecnica.

Ma naturalmente non è tutto: per i contemplativi o gli sportivi, si incontrano i pastori che fanno il formaggio, si fanno trekking a piedi o a cavallo, degustazioni nei vigneti o cene cucinate dalle donne nei monti Nebrodi, si raccolgono le olive, si visitano mete storiche con le guide locali, ci si riposa in fattorie ottocentesche o camere affacciate su limoni e ulivi.

 

INFO:

www.sicilianexperience.com

Dopo aver abbattuto muri di indifferenza e tracciato itinerari di conoscenza, Carmelina non pensa ancora di essere arrivata alla fine del suo percorso e sta già studiando nuove attività.
Come ci racconta.

Cresciuta in Australia e passata per il Gabon, il Medio Oriente, la Toscana, perché si è fermata in Sicilia?
Sono approdata a S. Ambrogio per mettere radici nel mio posto del cuore. Volevo far conoscere la vera Sicilia senza trasformarla in un'altra Toscana modaiola, avvantaggiando la gente del posto e facendo passare una vacanza agli ospiti vivendo come i locali.

Ora che nel villaggio di Sant'Ambrogio fa vivere la vita dei siciliani ai viaggiatori, è soddisfatta?

Ooggi posso dire che gli abitanti stanno prendendo l'iniziativa per creare qualcosa di nuovo, con l'intento di guadagnare da un paese che era quasi abbandonato.

Come ha incominciato?

Ho incominciato affittando un appartamento, organizzando con il proprietario l'ospitalità, ho fatto amicizia con i pastori, i miei veri maestri qui, coloro che mi fanno vedere la storia con un'anima. Ho raccolto informazioni, ho convinto altri ad affittare le proprie camere o case, ho incominciato a dare esempi di come gestire alloggi. Tutto mantenendo ciò che c'era da secoli, non solo i muri ma le tradizioni, i tempi, i silenzi. Dopo aver creato la struttura, ho fatto i passi burocratici, mi sono presentata all'amministrazione, ed ora faccio parte della Pro Loco e dell'Associazione Driadi.

Che consigli darebbe ad una donna che volesse formare un piccolo nucleo di accoglienza diffusa?
Prima cosa deve costruire la fiducia, in sé stessa per non scoraggiarsi, ma anche della comunità verso di sé e verso i turisti. Ora, dopo 4 anni, le persone vengono da me, sono gentili, ma all'inizio ho trovato un vero muro di sospetto.

Come incominciare?
Ognuno deve valutare le proprie caratteristiche rispetto alle leggi locali e nazionali. Per esempio, il bed and breakfast, l'affittacamere, la casa-vacanza possono avere un numero diverso di stanze, devono essere presenti oppure no, devono affittare in modo fisso o solo per pochi giorni all'anno. I commercialisti sanno le diverse categorie e aiutano per inquadrarsi in modo corretto.

Come si qualifica chi organizza?

Se la persona che organizza i soggiorni e i tour è solo gestore delle prenotazioni, non è necessario che sia un'agenzia di viaggi ma può essere un intermediatore: il codice di attività 799019 infatti prevede "altri servizi di prenotazione e attività di assistenza turistica con compiti non svolti da agenzie di viaggio".

Come e cosa organizzate?

Abbiamo, tra il paese e la costa, circa 30 case, tutte storiche, tutte curatissime e basate sulle tradizioni. Ogni casa propone trekking (ne abbiamo catalogati 10 solo intorno al paese). Poi c'è il trekking con le guide in diverse lingue. Si va al frantoio, dall'incisore, nelle vigne con i contadini o ai giardini di erbe aromatiche, si fa il formaggio o bird-watching. In ogni casa si ricicla per il compostaggio. I balconi gareggiano per la più bella fioritura. Stiamo pensando ad un museo dei saperi. Si possono fare assaggi di vini e corsi di cucina.

Quale è il suo obiettivo?

Creare un eco-villaggio, prevenire l'emigrazione, creare lavoro, proteggere la cultura dal turismo di massa. Sono convinta che il miglior modo per aiutare la Sicilia che amo, sia quello di promuoverla a persone che desiderano vivere e sentirsi come "siciliani". In questo momento manca un'anima nel mondo, e venire a S.Ambrogio dà i valori di cui tanti sentono il bisogno.

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