Consigli alle studentesse. Intervista all'esperto: Claudio Visentin

Claudio Visentin è docente all'Università della Svizzera italiana e della Scuola del Viaggio (www.claudiovisentin.it).
Qui ci aiuta a schematizzare e impostare le prime riflessioni, su un tema vasto.

A proposito di donne nel turismo, quali le prime distinzioni?
Possiamo parlare di donne che viaggiano o di donne che lavorano nel turismo. Sulle prime ci sono dati che confermano caratterizzazione e crescita dei numeri, interessanti per chi lavora nel turismo. 
Sulle seconde si possono fare due distinzioni: tra le donne dei paesi in via di sviluppo e quelle di casa nostra. Sulle prime la cooperazione lavora, per esempio, con progetti come il microcredito. Sulle seconde si possono fare analisi sul concetto di ospitalità e di servizio. In entrambi i casi, sia ragioni antropologiche che condizioni molto pratiche, ci portano a notare che da una parte le donne sono portate all’ospitalità, e dall’altra fanno spesso lavori precari.
Su tutto ciò nel nostro sito abbiamo documenti e articoli, ma che cosa spiegare alla ragazza che si chiede se studiare turismo dopo le superiori?
Prima di tutto, consiglio di scegliere come studiare. Nella formazione turistica c’è tantissima scelta; ma molta è diventata un business non per chi impara, ma per chi la organizza: c’è un eccesso di corsi di laurea, di master, spesso corsi deludenti.
E guardando più in là, al mercato del lavoro? 
Questo è il secondo punto: bisogna riflettere su due aspetti. Prima di tutto il turismo è esploso negli anni ‘80 e lì c’è stato un massiccio reclutamento, che ancora non ha un ricambio, mentre si sono formate nuove leve.
In più, nel frattempo sono nate nuove forme di turismo, che non si possono ignorare.
Un altro problema di casa nostra è che si tratta di un settore non protetto e non bloccato, quindi chiunque può inserirsi, anche chi non ha studiato la materia. Tutte ragioni per prepararsi meglio.
E' una vera sfida.
Sì, alle ragazze ed ai ragazzi di oggi, spetta un'entusiasmante responsabilità: sostituire sia le figure professionali che le idee. Formandosi davvero in modo nuovo. Scegliendo scuole serie. Leggendo, studiando e guardandosi intorno con criticità e curiosità. Cercando nuovi scenari.
La chiave vincente oggi quale è?
Per esempio, studiare e lavorare in inglese. Il mercato del turismo è globale, si incontrano culture diverse, i campi di lavoro che si aprono spesso sono all’estero.
Allora come e cosa studiare?
Io suggerisco di non fare corsi lunghi per sfociare in figure dirigenziali. Meglio una laurea triennale, poi inserirsi nel mondo del lavoro, verificare cosa offre, e poi eventualmente studiare di nuovo. Anche a livello basso, senza bisogno di ricoprire incarichi prestigiosi, ci si può preparare con soddisfazione. Oggi chi studia il mercato si accorge di esigenze nuove: per esempio, si constata che il mercato cinese è ampio e questo indica che sarebbe utile studiare il cinese. Insomma, bisogna muoversi sempre in una prospettiva globale. Il turismo è un lavoro in tutti i paesi. Noi siamo un paese maturo e può essere più facile trovare lavoro in un albergo di Hong Kong che in Italia.
Come valutare una Università?
Molti corsi universitari sono un adattamento di altri corsi di lingue o materie umanistiche trasformati in scienze del turismo, ma non danno una formazione in turismo. Per esempio sociologia o geografia dovrebbero essere trattate in modo del tutto diverso, con la connotazione del turismo. 
Come scegliere?
Controllare che i docenti siano persone conosciute, attive in quel campo, nominati come consulenti, con una visibilità, curriculum, citazioni, pubblicazioni, insomma una vera specializzazione nel turismo. Che offrano stage veri e non che se li deve cercare lo studente. Che abbiano una visione del turismo ampia.
Per farsi un’idea di cosa possono offrire i corsi seri, si possono guardare le facoltà di Rimini, Milano Bicocca,  Cattolica.
Dove cercare lavoro?
Meglio partire da percorsi umili. Perché la carriera spesso è interna ad una grossa struttura o comunque alla struttura da cui si incomincia e poi si va avanti per gradi. Per esempio chi incomincia ad aiutare in un agriturismo impara vari mestieri e se è in gamba li può ricreare in un altro agriturismo con un livello più alto. E lo stesso in un hotel.
Cosa insegna la sua Scuola del Viaggio?
La scuola del viaggio sono dei corsi in cui insegniamo fotografia, scrittura, disegno. Sono nati per i viaggiatori, per clienti che hanno già una carriera diversa. Ma spesso è successo che gli allievi hanno ridisegnato la loro carriera inventando un lavoro nuovo con quella abilità in più. Per esempio c’è chi è diventato redattore di siti web turistici.

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