Ragazze: 10 e lode nel marketing esperienziale. Intervista all'esperto: Madga Antonioli

Magda Antonioli è il Coordinatore del Master in Economia del Turismo dell'Università Bocconi (www.unibocconi.it/met ).
Ecco i suoi consigli, un'importante visione sul settore e la ricerca MET sulle professioni.

Chi si iscrive al Master del Turismo alla Bocconi affronta le seguenti materie: analisi dei mercati, interdipendenze macro e microeconomiche,  scenari di mercato, analisi delle politiche del turismo-beni culturali, infrastrutture, ambiente, eventi, congressuale, del comparto alberghiero e dell’intermediazione etc.,  competitività, sostenibilità delle destinazioni, filiera del marketing, risorse umane, organizzazione e strategia a livello aziendale, contabilità, bilancio  e finanza,  investimenti, sistemi informativi e tecnologia in senso lato.

Come possiamo sintetizzare un anno di Master in pochi consigli per chi studia e vuole lavorare nel turismo?
Prima di tutto, con un po’ di ottimismo: pochi giorni fa i ministri europei riuniti a Madrid hanno fornito per la prima volta dopo anni, l’interesse verso il comparto anche nel sostegno al ruolo della piccola  e media impresa.  Negli ultimi dati, inoltre, si inizia ad intravvedere dei cenni  positivi di ripresa, per cui possiamo augurarci che il lavoro nel settore in Europa si riprenda.
Le iniziative sulle quali riflettere sono molte. Tanto per fare un esempio,  si  pensa anche alla creazione di un marchio europeo del turismo sostenibile che fissi criteri validi per tutti i Paesi. Detto questo, la competizione è alta ed è importante che il giovane che studia o che vuole mettersi alla prova in una delle professioni del turismo, anche le più semplici, deve avere presente il concetto di “formazione integrata”: cioè fare riferimento alla professione come alla “capacità di risposta soddisfacente alle esigenze ed ai bisogni del turista”, nonché al concetto di turismo come un variegato insieme di ruoli e funzioni. In tale insieme, le “attrattività”- il nostro immenso patrimonio storico e culturale, il paesaggio e tutte le nostre bellezze- necessitano, per essere veramente competitive, ovvero fare arrivare persone, farle tornare e farle restare di più, di un completamento con strutture ricettive, con un’intermediazione attenta anche nel comunicare al potenziale turista quelle informazioni a lui essenziali. Insomma  dobbiamo essere consapevoli che non possiamo vivere di sola rendita di posizione, ma di un sistema integrato, dove risorse, fisiche e umane, e strutture agiscono in un’ottica di rete per soddisfare le esigenze del turista.    .

Quali professioni?
Le tecnologie sono uno degli strumenti, ma le professioni emergenti nel turismo non sono soltanto quelle legate al management aziendale e alle nuove tecnologie, ma anche le professionalità del territorio, quelle connesse alla gestione di network di impresa, oltre che quelle che si riferiscono agli aspetti relazionali sia fra i diversi attori che – e soprattutto –  fra impresa e cliente.

Quale approccio?
Dando per scontato la prassi della sostenibilità,  e dell’attenzione all’ambiente, sia in senso allargato che nell’ottica aziendale, fattori sempre piu’ essenziali,  bisogna comunque essere sempre piu’ competitivi. La formazione è continua, quindi bisogna prepararsi, avere interesse e curiosità, non essere sprovveduti. Non c’è piu’ tempo per l’improvvisazione e per adagiarsi sugli allori!

Che cosa avete dimostrato nella ricerca sulle professioni fatta dal gruppo di lavoro del Master in Economia del Turismo?
Che i sistemi professionali oggi maggiormente necessari ed il profilo di ogni singola professione devono essere connotati da specificità tecnica di base, dal saper fare specifico, da un’integrazione delle caratteristiche comuni fra tutti i sistemi professionali del turismo. In piu’ per il forte contenuto di risorse umane, oltre a saper fare nel turismo, bisogna necessariamente saper essere, e quindi prestare attenzione agli aspetti di contatto umano. A maggior ragione laddove si cerca di innalzare il livello qualitativo dell’offerta, posizionandosi su segmenti del lusso.

Le caratteristiche che più si adattano alla professionista donna?
La capacità di riconoscere e gestire le interdipendenze esistenti tra le diverse fasi del percorso formativo, nelle professionalità necessarie alla realtà del settore turistico. Le donne sono bravissime nell’orientamento alle competenze, alla flessibilità, alla intersettorialità e interdisciplinarietà.
Sanno come fare affinché le abilità professionali (conoscenze ed esperienze) di ciascuno diventino competenze disponibili ed utilizzabili da tutti.

Come sono le ragazze che studiano turismo oggi?
Brave attente e pronte anche  a fare sacrifici, in quell’ottica di soddisfare le esigenze di una domanda sempre più conscia, segmentata e attenta . Insomma quella tipica di un marketing esperienziale, ovvero di un turista che vuole provare emozioni!

Nella sua esperienza c'è un mestiere semplice che l’ha colpita per la sua originalità e che consiglierebbe?
Direi che ormai nel nostro paese c’è posto per tutti i mestieri  e le professionalità del comparto.

C'è un orientamento nel governo o nelle Regioni?
Si, direi per legge. La legge quadro del turismo (L.135/01) laddove introduce i sistemi turistici locali pensa al ruolo integrato sul territorio dell’attore pubblico con quello privato a tutto tondo. Ebbene proprio in questa direzione di professioni diverse e allo stesso tempo di compiti da svolgersi  a livello di rete o di distretto, vanno ricercate le leve per accrescere la competitività delle nostre destinazioni  e dei nostri prodotti turistici, non secondi ad alcuno!

Professioni e professionalità per un turismo evoluto e attento alle esigenze del consumatore
Ricerca di Magda Antonioli Corigliano, MET, Università Bocconi, marzo 2009 (copyright MET Bocconi)

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