Le donne della Lunigiana dalla tradizione all'impresa. Intervista all'esperto: Pina Sardella.

1. Le ragioni del progetto
Lunidonna nasce da una indagine sul territorio articolata in ricerche teoriche e interviste a donne di diverse generazioni, da cui è emersa una progressiva perdita di memoria storica in relazione alle condizioni di vita e agli antichi mestieri svolti dalle donne e, contemporaneamente, un tasso altissimo di disoccupazione femminile. Il progetto è quindi nato dalla volontà di valorizzare i lavori tradizionali svolti dalle donne, innovandoli in una prospettiva di mercato da un lato e dall’altro proponendo la possibilità e le potenzialità di un’imprenditoria femminile fondata proprio su quegli antichi mestieri, negletti e non valorizzati dalle nuove generazioni di donne.
In concreto, il progetto si prefiggeva di inserire le donne nel mercato del lavoro e di renderle protagoniste di un più generale progetto di sviluppo e valorizzazione della Lunigiana. Partendo da una formazione di base fondata sulla valorizzazione di sé, sull’identità di genere e sulle potenziali risorse della Lunigiana.
 
Inserendosi all’interno dei Piani di sviluppo locale, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Fivizzano e di Casola in Lunigiana, con il sostegno della Commissione Provinciale Pari Opportunità, è stato così predisposto il progetto di formazione Lunidonna, con l’obiettivo di creare in Lunigiana una nuova imprenditoria femminile legata alla cultura e alle tradizioni locali in tre settori: tessile, alimentare e turistico, con la costituzione di una Cooperativa di donne della Lunigiana.
Il progetto si è inseritoin una rete di relazioni con gli attori istituzionali come scelta iniziale da parte delle organizzatrici, in quanto la promozione dell’impreditorialità femminile può avere uno sbocco solo se inserita in un generale progetto di rivalorizzazione della zona.
 
 
  1. Le partecipanti
Le iscritte e frequentanti sono state diciassette, di cui tredici sono arrivate alla fine del corso e dieci si sono presentate all’esame finale; con le seguenti caratteristiche:
 
Scolarità
Obbligo scolastico
4
Diploma
11
Laurea
2
 
Età
18-24 anni
4
Più di 25
13
 
Zone di provenienza
 
Casola
4
Fivizzano
6
Pugliano
1
Aulla
1
Bagnone
1
Montignoso
1
Pieve S.Lorenzo
1
Villafranca
1
Pontremoli
1
 
Per quanto riguarda le esperienze di lavoro, poche avevano avuto rapporti di lavoro dipendente e organizzato, mentre la maggior parte aveva svolto saltuariamente lavori informali.
 
 
  1. Il percorso formativo
Il corso si è articolato in sei fasi, di cui una parte comune a tutte le corsiste consistente in 11 moduli per un totale di 250 ore, e in una parte professionalizzante di 18 moduli per un totale di 350 ore, di cui 23 comuni (formazione gruppi) e 147 per ogni settore.
 
Gli obiettivi:
a.       conoscere e saper valorizzare le risorse e le tradizioni del proprio territorio.
b.       individuare un progetto d’impresa, locale, che si inserisca in un piano di recupero e   innovazione delle antiche tradizioni, arti e mestieri.;
c.       conoscere gli aspetti fondamentali, le modalità e le norme per la creazione e la gestione di un’impresa cooperativa;
d.       conoscere gli ambienti di lavoro e saperli valutare in relazione al proprio progetto;
e.       saper formulare e articolare un piano d’impresa in collaborazione con altre, relativamente all’area dello sviluppo personale:
·                                 essere consapevole delle proprie potenzialità e del progetto di reinserimento/ inserimento nel mercato del lavoro;  
·                                 essere capace di relazionarsi all’interno di un gruppo di lavoro, con un progetto comune di impresa,
·                                 sviluppare un progetto fortemente segnato al femminile che scommetta su un mercato del lavoro che privilegia la valorizzazione delle diversità piuttosto che l’omologazione.
 
      Articolazione e contenuti
Lo svolgimento delle 600 ore si è articolato nel 40 percento di lezioni teoriche, 30 percento di esercitazioni applicative e 30 percento di tirocinio pratico.
-          Prima fase: orientamento: motivazione, valutazione e bilancio delle proprie competenze, sviluppo della fiducia in se stesse e nel lavoro collettivo; conoscenza del territorio e delle sue potenzialità.
-          Seconda fase: creazione e gestione di impresa: creazione e gestione di un’impresa, criteri generali di comunicazione autopromozionale e pubblicitaria, con elementi di marketing, norme di sicurezza e obblighi sanitari sul luogo di lavoro e sede di impresa.
-          Terza fase: informatica di base: conoscenza basilare del computer e programmi applicativi Word, Excel e Access, rete di Internet e posta elettronica.
-          Quarta fase: formazione di settore: esame degli antichi mestieri, innovazione e sviluppo quanto e come necessario senza perderne le peculiari caratteristiche.
       Le partecipanti sono state divise in gruppi a seconda dei loro interessi e delle         
       loro capacità professionali:
-          Settore tessile: La canapa,alla ricerca di antichi tessuti e disegni; laboratorio di tessitura su telai manuali da tavolo e a pedale, progettazione di orditi e di capi, realizzazione di modelli e di un campionario.
-          Settore alimentare: Ricerca e classificazione di alimenti e piatti tradizionali; laboratorio di cucina; norme di igiene e sicurezza; prodotti naturali e biologici della zona.
-          Settore turistico: Indagine sulle potenzialità di accoglienza della zona e sulle politiche e i programmi regionali in materia; studio della normativa nazionale e internazionale; visite guidate presso aziende già operanti in Lunigiana; conoscenza delle risorse turistiche e culturali del territorio; il turismo responsabile; conoscenza del modello bed and breakfast; gestione informatica e offerta in rete.
-          Fase quinta: stages, esperienze pratiche con inserimento temporaneo in piccole imprese, laboratori artigianali, ristoranti e cooperative.
-          Fase sesta: il progetto di creazione di impresa, aspetti peculiari di un’impresa di donne; individuazione del tipo di attività in base alle potenzialità offerte dal territorio; procedure normative e amministrative di avviamento; ricerca fonti di finanziamento.
 
Accanto al percorso formativo si svolto un percorso di orientamento: all’avvio per mettere al centro le individualità con le loro aspettative e paure e valorizzarne le progettualità; prima della divisione nei gruppi professionalizzanti, per gestire la fase di divisione nei gruppi professionali secondo le capacità e i desideri; durante lo stage, per gestire e dirimere difficoltà e nodi emergenti dall’esperienza negli ambienti di lavoro.
 
Lo Stage
Lo Stage per ogni settore si è svolto per 180 ore, articolato in 6 moduli (stage più rientro) i cui obiettivi formativi sono così sintetizzabili: sperimentare quanto appreso, sperimentare l’inserimento in realtà lavorative, sapersi rapportare ai vincoli e alle opportunità e saper gestire le relazioni di lavoro.
Durante i rientri collettivi programmati, una riflessione guidata ha permesso alle corsiste
di evidenziare gli aspetti positivi e i limiti delle esperienze effettuate ed è stata fornita
loro una traccia per stendere una relazione scritta per ciascuna esperienza. Dagli
scritti si evince una accresciuta capacità di analisi e di valorizzazione delle esperienze
e una evidente maggiore cura nella presentazione e negli elementi di comunicazione.
L’organizzazione dello Stage è risultata molto più ardua del previsto, per la difficoltà di trovare aziende o situazioni lavorative adatte alle specificità del corso e per la scarsa disponibilità delle stesse ad accettare corsiste. E’ stato anzitutto difficile individuare le aziende che potessero rispondere alle esigenze particolari dei nostri tre settori: sono pochissimi i ristoranti che offrono una vera cucina tradizionale lunigianese, non esistono aziende o laboratori con telai manuali in Lunigiana, le varie aziende turistiche operanti in zona si muovono quasi tutte in un’ottica che non risponde alle caratteristiche e finalità del corso Lunidonna.
Una volta individuate e contattate le situazioni più confacenti, ci siamo trovate di fronte
alla difficoltà di convincere i rispettivi responsabili o proprietari ad accettare le corsiste.
A parte alcune situazioni “istituzionali” , nella maggioranza dei casi scarsa era la
disponibilità ad avere “estranee” all’interno del proprio luogo di lavoro; oppure c’era la
disponibilità ma il periodo non era favorevole, per la ridotta attività dell’azienda.
Anche per le corsiste questa fase è risultata la più ardua e complessa. Si trattava per
tutte (disoccupate da lungo tempo o inoccupate) di misurarsi con i vincoli e i
problemi del mondo del lavoro, e per questa ragione nella programmazione era stato previsto un
modulo di orientamento prima dell’inizio e dei rientri con i docenti durante il percorso. Nonostante ciò, nonostante le nostre attenzioni e la guida costante della tutor, il passaggio dalla situazione
protetta della classe a quella dell’inserimento individuale in una realtà lavorativa è stato
irto di difficoltà, incomprensioni e preoccupazioni; oltre che fonte di ansie e scoraggiamenti.
  1. Metodologia
E’ stata utilizzata una metodologia attiva che ha fatto leva sui saperi individuali pregressi, sulla valorizzazione di quanto acquisito nell’esperienza anche al di fuori dei luoghi lavorativi tradizionali, e sulla progettualità comune. Il processo di apprendimento è stato strutturato in ogni fase come acquisizione di conoscenze e sviluppo di competenze professionali, sempre curando l’interazione tra dimensione cognitiva e dimensione affettivo-relazionale.
Per la parte professionalizzante dei tre settori si è avuto cura di coniugare lo studio e la riflessione con la pratica, in modo da collocare quanto acquisito in un ambito denso di “senso” del recupero delle tradizioni locali e loro innovazioni.
E’stato particolarmente curato il rapporto con i docenti attraverso incontri collettivi e individuali con la coordinatrice didattica, all’avvio del corso, e in preparazione di ogni fase. Ai docenti è stato chiesto di preparare un programma scritto per le docenze, di distribuire materiale documentale e di partecipare alle verifiche. Ai tre docenti responsabili dei tre settori è stata anche richiesta una relazione finale di valutazione dell’apprendimento per la presentazione all’esame di qualifica, oltre alla loro presenza all’interno della Commissione di esami.
Anche la preparazione dell’esame è stata utilizzata per una crescita e un’assunzione di responsabilità individuale e collettiva: infatti si è dedicato spazio alla preparazione dell’esame sia dal punto di vista del suo essere un “attestato” professionale che dal punto di vista della responsabilizzazione verso se stesse in un contesto relazionale.
La valutazione alla fine di ogni fase è stata utilizata non solo per monitorare l’apprendimento, ma come momento di sviluppo delle capacità di “stare” nel gruppo, di discutere di se stesse e di accettazione dei vincoli e delle opportunità relative alle diverse fasi.
  1. La qualificazione
Durante lo svolgimento del corso è stato richiesto il riconoscimento del carattere professionalizzante del corso per i tre settori, in considerazione della completezza della formazione generale e di settore. Insieme all’ Amministrazione provinciale e all’’Agenzia Formativa sono così state individuate le tipologie per gli attestati di qualifica:
 
-          Codice 333405: PROMOTRICE GASTRONOMICA per lo sviluppo della Lunigiana.
-          Codice 653221: TESSITRICE A MANO in tecniche tradizionali e progettazione innovativa.
-          Codice 341908: ESPERTA IN PROMOZIONE TURISTICA locale.
L’esame è consistito in:
-          Prova di simulazione:
o        per il settore Alimentare: preparazione di un piatto tipico, presentato e consumato collettivamente; riordino della cucina.
o        per il settore Tessile: esecuzione di una serie di armature su telai manuali e presentazione di campioni.
o        per il settore Turistico: una visita-presentazione della Pieve di Codiponte e prove pratiche di promozione-gestione turistica del territorio.
-          Prova scritta per ogni settore professionalizzante sotto forma di relazione
-          Prova orale: colloquio
Per la valutazione finale si è tenuto conto della frequenza e dell’impegno durante tutto il percorso di formazione, dei contenuti acquisiti e dei risultati dell’esame.
Hanno conseguito con buoni risultati la qualifica tutte e dieci le corsiste ammesse all’esame: tre per il settore alimentare, tre per quello tessile e quattro per il turistico.
 
  1. Valutazione e monitoraggio
Sono state utilizzate diverse modalità e strumenti per poter disporre di input utili all’aggiustamento della programmazione, e precisamente:
-          autovalutazione individuale con schede compilate dalle corsiste alla fine di ogni modulo sui contenuti, le modalità di insegnamento, la partecipazione e le aspettative;
-          valutazione di gruppo alla fine di ogni fase sulla base di una griglia tendente a evidenziare la coerenza tra gli obiettivi e i risultati conseguiti;
-          relazione della coordinatrice didattica inviata agli organi competenti sullo stato di avanzamento del corso;
-          valutazione finale di tutto il percorso da parte delle corsiste con un questionario  su obiettivi, contenuti, metodo, funzionamento, stage, impegno personale, clima e aspettative.
Il monitoraggio costante è stato utilizzato anche per verificare la continua aderenza alla programmazione iniziale in termini di presenze, docenze, ore di lezione secondo quanto programmato.
  1. I risultati
Gli obiettivi formativi proposti sono stati in gran parte realizzati, considerando l’esito della valutazione finale e della prova di esame risultante dai buoni punteggi ottenuti.
La partecipazione durante tutto lo svolgimento del corso è anch’essa un indicatore della motivazione e della costanza nel perseguire il proprio progetto, infatti a fronte di 17 iscritte e frequentanti, tredici hanno frequentato sino quasi alla fine e dieci hanno partecipato all’esame con successo. Va sottolineato che una delle corsiste non ha potuto partecipare all’esame per il rientro nel paese di origine, il Chile, per motivi familiari.
L’obiettivo finale del corso, la promozione di progetti imprenditoriali, è stato ampiamente raggiunto. Infatti già durante il percorso è stata costituita la cooperativa “Lunidonna” con la partecipazione di quattro corsiste e della tutor del corso, con il fine sociale di valorizzare i saperi tradizionali delle donne in un’ottica imprenditoriale per lo sviluppo della Lunigiana. Alla conclusione del percorso altre due corsiste si sono costituite in impresa individuale.
Un altro risultato indiretto del corso è la continuazione del laboratorio di tessitura che, gestito dalla cooperativa, servirà non solo a produrre manufatti ma ad organizzare ulteriori corsi di tessitura
Tra i risultati va annoverato il riscontro positivo nel territorio ed il coinvolgimento delle istituzioni: dei comuni di Casola e Fivizzano e della Comunità montana in primis, ma anche della Provincia e della Regione. L’ospite del corso, l’Istituto Agrario G. Fantoni di Soliera Apuana, è andato oltre la mera ospitalità e si è tradotto in un’alleanza sulle finalità del corso che ha consentito il più ampio utilizzo delle strutture, del laboratorio di informatica, della cucina in un clima di collaborazione e disponibilità.
 
  1. La diffusione dei risultati
Durante lo svolgimento del corso si è avuto cura di pubblicizzarlo attraverso comunicati sulla stampa locale e di informare sul suo sviluppo i partner istituzionali.
A conclusione della quarta fase è stato organizzato un evento gastronomico con piatti tipici lunigianesi, cui sono stati invitati alcuni rappresentanti delle istituzioni locali; ciò è stato l’occasione per una prima ufficiale presentazione di quanto si stava realizzando.
Alla fine del corso è stato organizzato un convegno per il giorno 8 marzo, insieme all’Istituto Agrario di Soliera e con il contributo della Comunità Montana: LE TRADIZIONI E LA CULTURA DELLA LUNIGIANA A FONDAMENTO DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO E DI UNA NUOVA IMPRENDITORIALITA’ .
Il convegno è stato pubblicizzato con un manifesto, oltre agli inviti e al programma, che nella grafica richiamava gli antichi mestieri.
Erano esposti alcuni dei prodotti realizzati durante il corso ed una pubblicizzazione della Cooperativa Lunidonna.
Sia le corsiste che gli studenti dell’Istituto Agrario hanno presentato i progetti imprenditoriali che nascono dai rispettivi percorsi formativi.
Nelle relazioni della coordinatrice del corso Lunidonna, del direttore dell’Istituto Agrario, come pure negli interventi dei responsabili della Provincia, della Regione,   della Comunità montana e del comune di Fivizzano è stata ampiamente sottolineata l’importanza della formazione per uno sviluppo locale autogestito e responsabile della Lunigiana, individuando nei progetti e nelle realizzazioni in corso una prospettiva importante di sviluppo e un veicolo per la creazione di una nuova sensibilità verso la ricchezza di questa terra. Particolarmente sottolineato è stato il ruolo che le donne possono svolgere in questa prospettiva di sviluppo e la specificità delle loro professionalità, competenze e intelligenze.
 
 
LUNIDONNA. LE DONNE DELLA LUNIGIANA: DALLA TRADIZIONE  ALL’IMPRESA.
Corso MS20000060 – Anno 2001-2002
Gestito da IRCA Punto di contatto- CARRARA
Sede del corso: Istituto Agrario “L. Fantoni” di Soliera Apuana (Fivizzano)
Relazione finale di Maria La Salandra e Pina Sardella
 
(relazione concessa dall'autrice, riproduzione vietata senza autorizzazione)

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